Morci (Mauro Slaj)

Alcune foto e documenti di Mauro Slaj o Schlei, detto “Morci”, che i fascisti arrestarono e deportarono da Lubiana a Sarnico, dove venne internato insieme ad altre famiglie ebree, fra le quali alcuni parenti, con cui conviveva. 
La scacchiera era l’unica memoria della sua famiglia, che risiedeva a Zagabria e fu deportata e uccisa nei campi di sterminio nazisti in Polonia. 
Prima di oltrepassare la frontiera svizzera, in cerca dell’agognata salvezza, aiutato da Tina Morotti e da Licia Vigani, donò la scacchiera in pegno di riconoscenza e affetto proprio a Tina.
A Sovere il 25 aprile 2016, la scacchiera è stata riconsegnata a Mladen, figlio di Morci.
Oggi è in bella mostra nella casa della famiglia Slaj a Zagabria, a ricordo dei nonni sommersi dalla Shoah e di un’amicizia che va oltre religioni e confini.   


I documenti sulla famiglia di Morci.
Il 22 agosto 1942, a Zagabria la Gestapo arrestò i genitori di Morci, Schlei (Slaj) Lazar (nato nel 1875) e Cohn Selma (nata nel 1895) e li deportò ad Auschwitz, dove non sopravvissero alla Shoah (cfr. gli Archvi Arolsen). 


Il 25 aprile 2016, la nipote di Tina Morotti, la professoressa Maria Egidia Morotti, detta Edy, è riuscita a restituire la scacchiera al figlio di Morci, Mladen, durante una cerimonia toccante con la partecipazione delle scuole medie inferiori di Sovere, e uno spettacolo guidato dallo scrittore Davide Sapienza, accompagnato dall’orchestra inclusiva Bequadro, diretta dal maestro Oscar Gelmi. Erano presenti anche il sindaco Francesco Filippini e l’assessore al bilancio e alla cultura Danilo Carrara e la comunità soverese.   

 
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